Seppur dolorosa, la decisione di far fallire un’impresa è un atto dovuto nel momento in cui non si riescono più a pagare i debiti societari. È necessario capire come funziona la procedura concorsuale, a chi spetta la decisione e quali sono le conseguenze, anche per quanto riguarda i lavoratori.

Fallimento d’impresa: che cosa dice la legge

Si definisce come fallimento di un’azienda nel diritto d’impresa studio legale Milano la procedura concorsuale con la quale si liquida l’azienda per saldare i debiti contratti con i creditori (investitori, fornitori, banche).

Oggigiorno sarebbe più corretto parlare di liquidazione giudiziale piuttosto che di fallimento che ha una connotazione negativa.

Atto di fallimento: a chi spetta

Si parla di istanza di fallimento per indicare l’atto pubblico che si deposita per avviare la procedura concorsuale. È in tutto e per tutto un atto pubblico che ha lo scopo di dimostrare l’esistenza di tutti i presupposti per avviare il fallimento.

All’interno della richiesta sono presenti dettagli economici relativi all’impresa affinché il giudice possa constatare l’insolvibilità.

Per tutti questi motivi, l’istanza parte dall’imprenditore stesso. Tuttavia, esistono altri casi possibili. Infatti, se l’imprenditore non fosse in grado di saldare i debiti contratti, potrebbero essere i terzi creditori a presentare l’installazione di fallimento. Lo scopo è quello di far ingerneveire il giudice perché sia lui a far fallire l’impresa permettendo di recuperare il debito.

Lo stesso possono fare i dipendenti poiché anche gli stipendi non pagati sono dopotutto dei debiti per l’impresa. Vale a dire che ogni creditore può presentare l’istanza di fallimento.

Fallimento impresa: le conseguenze

La procedura concorsuale ha diverse conseguenze che riguardano la sfera: finanziaria, processuale e personale. Delle tre, forse, la più grave è quella finanziaria perché l’imprenditore è tenuto a rispondere dei debiti contratti con tutto il patrimonio anche quello di una futura impresa. L’imprenditore resta proprietario dei suoi beni ma non li può gestire poiché si tratta di un compito del curatore fallimentare che viene nominato dal tribunale.

Quando si parla di conseguenze processuali significa che l’imprenditore non può prendere parte a processi che riguardano l’impresa poiché, ancora una volta, è compito del curatore.

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